Ires, parte indagine online su lavoratori professionali
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"Negli ultimi anni in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea è aumentato considerevolmente il numero dei lavoratori e lavoratrici che in forma autonoma o come dipendenti sono inseriti nel mondo delle professioni. Da oltre dieci anni il Cnel ha cominciato a dedicare una particolare attenzione alle professioni tradizionali ed emergenti - istituendo dapprima la Commissione per le nuove rappresentanze, e successivamente la Consulta e l’Osservatorio sulle nuove professioni. Il lavoro professionale rappresenta una delle parti più dinamiche del lavoro indipendente e di quello dipendente, sia nella forme più tradizionali che in quelle di recente sviluppo". E' quanto si legge in una nota diffusa dall'Ires Cgil.
"Alcuni studi indicano pari all’82% le competenze tecnico professionali reperite esternamente dalle imprese italiane", prosegue l'Istituto di ricerca. Il comparto dei servizi professionali ha registrato negli ultimi anni una forte espansione che ha portato a 1.400.000 il numero complessivo stimato di lavoratori e lavoratrici degli Studi Professionali. Di questi, si stima che, circa 500.000 siano collaboratori a partita Iva, co.co.pro, praticanti, stagisti, borsisti e tirocinanti (Fondo Professioni, 2007). 2.006.015, questo è il numero degli iscritti agli ordini e oltre 3 milioni sono quelli che esercitano attività professionali non regolamentate. In Italia, in particolare, la crescita delle “Partite Iva” raggiunge dimensioni più rilevanti, rispetto agli altri Paesi Ue, presentando alcune criticità.
In considerazione di queste crescenti criticità che nell’attuale mercato del lavoro colpiscono in vario modo i percorsi e le pratiche di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici professionisti, appare necessario fare luce sulle condizioni reali in cui lavora una vastissimo insieme di lavoratori e lavoratrici, che svolgono la loro professione in forma autonoma o dipendente. Un’attenzione specifica va posta al lavoro autonomo professionale che può essere vero nelle modalità professionali ma, con tratti più o meno vistosi di “debolezza contrattuale” e con esigenze di tutela specifica.
Per questo motivo l’Ires (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Cgil), in collaborazione con il Dipartimento Economico della Cgil, sta realizzando una ricerca volta a conoscere condizioni, percorsi e bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici del mondo delle professioni, nel tentativo di individuare azioni e proposte di intervento adeguate rispetto alle loro esigenze. Dal giorno 1 ottobre 2010 sarà possibile compilare un questionario rivolto ai professionisti che lavorano in forma autonoma con Partita Iva o collaborazione, uno per quelli che esercitano la professione da dipendenti ed uno per praticanti e stagisti.
I questionari di indagine svilupperanno le seguenti aree tematiche:
· Caratteristiche della professione e condizioni di lavoro
· Accesso alla professione, percorso lavorativo e formazione
· Valutazioni del proprio lavoro
· Esternalizzazione e professioni
· Riconoscimento professionale
· Rappresentanza e tutele
· Contrattazione II°livello, welfare contrattuale, certificazione competenze (solo per
dipendenti)
· Welfare, fiscalità, compensi, certificazione competenze (solo per autonomi)
· Situazione economica e lavorativa negli ultimi 12 mesi
Per raggiungere quanti più lavoratori e lavoratrici possibili, il questionario rivolto ai professionisti (dipendenti e autonomi) sarà somministrato con tecnica C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interviewing).
Per favorire una più ampia adesione di lavoratori e lavoratrici all’inchiesta, il questionario di indagine sarà reso accessibile on-line, oltre che dal sito dell’Ires, dai siti degli Ordini professionali, delle Associazioni professionali, dei motori di ricerca collegati al mondo del lavoro (es. Kataweb), dal sito della Cgil nazionale e da quelli delle categorie interessate.
giovedì 14 ottobre 2010
musicoterapeuta
l'on. Scilipoti (IdV) presenta una proposta di legge per il riconoscimento della professione.
mercoledì 13 ottobre 2010
evviva
l'on.le Scilipoti dell'IdV ha presentato una proposta per il riconoscimento della professione del musicoterapista ; leggila su www.mtdem.it e su www.musicoterapista.blogspot.com
NOVITA'
Musicoterapia Democratica L'On.Le Scilipoti dell'Italia dei Valori ha presentato una proposta di legge che prevede i riconoscimento della figura del musicoterapista , vai su www.mtdem.it
lunedì 4 ottobre 2010
siamo un paese triste
LA LETTERA
«Mio figlio tetraplegico
rimasto senza insegnanti»
«Vado io a scuola per portarlo in bagno»
NOTIZIE CORRELATE
Video: parla la mamma del ragazzo tetraplegico
Caro direttore, sono la mamma di un ragazzo disabile che frequenta la seconda superiore all'Itsos «Albe Steiner» di Milano. Ecco come inizia l'anno scolastico 2010 per mio figlio affetto da tetraparesi: le ore di sostegno settimanali passano da 18 a 9; nessuno è disponibile a portarlo in bagno (perché tutto il personale è occupato in altre mansioni), così spesso mi fermo io a scuola nell'orario scolastico per aiutare la scuola ad affrontare una situazione che sembra ingestibile. Come si è arrivati a questo punto? Queste le risposte che ho ricevuto: il preside ha fatto domanda al Comune e al provveditorato, documentando tutte le spese sostenute l'anno scorso, ma il rimborso che ha ricevuto è stato poco più che simbolico. In provveditorato mi hanno detto che «i ragazzi crescendo devono diventare sempre più autonomi» e che in ogni caso «mancano le risorse».
Non mi resta, così mi hanno detto, che fare ricorso al Tar... Ringrazio per il consiglio, ma... intanto? Ultima considerazione: ho iscritto mio figlio a questa scuola, dopo che in numerose altre mi era stato risposto: «Gentile Signora, la nostra scuola, purtroppo, non è in grado di accogliere suo figlio... si rivolga altrove, perché davvero non possiamo seguirlo come meriterebbe...». Devo concludere che anche l'Albe Steiner avrebbe dovuto rispondermi così?
Anna De Castiglione
«Mio figlio tetraplegico
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«Vado io a scuola per portarlo in bagno»
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Caro direttore, sono la mamma di un ragazzo disabile che frequenta la seconda superiore all'Itsos «Albe Steiner» di Milano. Ecco come inizia l'anno scolastico 2010 per mio figlio affetto da tetraparesi: le ore di sostegno settimanali passano da 18 a 9; nessuno è disponibile a portarlo in bagno (perché tutto il personale è occupato in altre mansioni), così spesso mi fermo io a scuola nell'orario scolastico per aiutare la scuola ad affrontare una situazione che sembra ingestibile. Come si è arrivati a questo punto? Queste le risposte che ho ricevuto: il preside ha fatto domanda al Comune e al provveditorato, documentando tutte le spese sostenute l'anno scorso, ma il rimborso che ha ricevuto è stato poco più che simbolico. In provveditorato mi hanno detto che «i ragazzi crescendo devono diventare sempre più autonomi» e che in ogni caso «mancano le risorse».
Non mi resta, così mi hanno detto, che fare ricorso al Tar... Ringrazio per il consiglio, ma... intanto? Ultima considerazione: ho iscritto mio figlio a questa scuola, dopo che in numerose altre mi era stato risposto: «Gentile Signora, la nostra scuola, purtroppo, non è in grado di accogliere suo figlio... si rivolga altrove, perché davvero non possiamo seguirlo come meriterebbe...». Devo concludere che anche l'Albe Steiner avrebbe dovuto rispondermi così?
Anna De Castiglione
lunedì 13 settembre 2010
lunedì 31 maggio 2010
dalla rivista NUOVE ARTITERAPIE
LA TARANTA OVVERO DEI SISTEMI DI CURA”-Performance teatrale sonoro musicale integrata
Rolando Proietti Mancini Francesco Pirone
Premessa di scenario
In riferimento alla tradizione popolare terapeutica del fenomeno del "Tarantismo" (cfr. "La terra del rimorso" Ernesto De Martino e il “Tarantismo" stesso autore), i laboratori di musicoterapia del Centro di Riabilitazione Opera don Guanella di Roma proposero nel 2007 un viaggio con un gruppo di ospiti, all'interno della ricostruzione storica del fenomeno.
L'evidente drammatizzazione contadina finalizzata a risolvere i conflitti e traumi psicologici, reintegrando il "tarantato" nell'ordine sociale, offrì ai musicoterapisti la possibilità di realizzare una drammatizzazione attingendo al patrimonio di ricerca etnomusicologica, partendo dallo studio di Jervis, Jervis Comba, Carpitella, D'Ayala e lo stesso De Martino.
Nel "Tarantismo" la musica con il suo ritmo ridona vita alla persona con la sua caratteristica principale: il movimento.
La “Taranta” rappresenta il simbolo egemone intorno al quale costruire la drammatizzazione: musica, danza, colori, oggetti del rito e simbolismo stagionale sono coordinati e unificati nel simbolo della "Taranta"; così gli strumenti musicali cari alla tradizione popolare quali: flauto, organetto, tammorra, nacchere, violino, ciaramella, chitarra battente, chitarra, ocarina.
Rolando Proietti Mancini Francesco Pirone
Premessa di scenario
In riferimento alla tradizione popolare terapeutica del fenomeno del "Tarantismo" (cfr. "La terra del rimorso" Ernesto De Martino e il “Tarantismo" stesso autore), i laboratori di musicoterapia del Centro di Riabilitazione Opera don Guanella di Roma proposero nel 2007 un viaggio con un gruppo di ospiti, all'interno della ricostruzione storica del fenomeno.
L'evidente drammatizzazione contadina finalizzata a risolvere i conflitti e traumi psicologici, reintegrando il "tarantato" nell'ordine sociale, offrì ai musicoterapisti la possibilità di realizzare una drammatizzazione attingendo al patrimonio di ricerca etnomusicologica, partendo dallo studio di Jervis, Jervis Comba, Carpitella, D'Ayala e lo stesso De Martino.
Nel "Tarantismo" la musica con il suo ritmo ridona vita alla persona con la sua caratteristica principale: il movimento.
La “Taranta” rappresenta il simbolo egemone intorno al quale costruire la drammatizzazione: musica, danza, colori, oggetti del rito e simbolismo stagionale sono coordinati e unificati nel simbolo della "Taranta"; così gli strumenti musicali cari alla tradizione popolare quali: flauto, organetto, tammorra, nacchere, violino, ciaramella, chitarra battente, chitarra, ocarina.
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